Il Corso di Macramè si svolgerà in due lezioni: nella prima lezione verranno insegnati i nodi base e durante la seconda lezione si realizzerà un lavoro.
Si svolgerà presso la Biblioteca Montagne di Libri (Via dei Filosofi,89 sotto alla Comunità Montana)il 2 Marzo 2013 dalle 15:30 alle 18:00 - il 3 Marzo 2013 dalle 16:00 alle 18:00
Per partecipare è necessario scrivere una mail al nostro indirizzo dorainpoispoleto@gmail.com o scrivere un messaggio sul nostro profilo Facebook, lasciando i vostri dati.
Vi confermeremo l'iscrizione.
Il corso è disponibile per 8 partecipanti.
Il Corso ha un costo di 40,00euro (comprensivo di tessera sociale).
Il materiale verrà fornito dall'Associazione, si richiede di portare soltanto un cuscino (40x40) piuttosto compatto.
BUON DIVERTIMENTO!!!
giovedì 14 febbraio 2013
sabato 9 febbraio 2013
MACRAME'
All'interno del nostro contenitore
"LA SAGGEZZA DEGLI ANZIANI",
abbiamo deciso di riscoprire l'antica arte dei nodi:
il MACRAME'

Dalla Micronesia una corazza interamente annodata.
Arazzi, abiti da cerimonia e costumi
teatrali dalla Cina. Una giara avvolta in una rete a “ nodo piatto” proviene
dal Giappone.
Agli arabi dobbiamo probabilmente anche la sua diffusione, in paesi come la Spagna dei Mori e la Sicilia, o in quelle città come Genova, che ebbero con essi scambi commerciali e contatti durati vari secoli.
Si racconta che le ricamatrici turche erano molto apprezzate nelle corti europee. Esse seguivano l’esercito ottomano nei suoi spostamenti prendendosi cura di bandiere, stendardi, gualdrappe, tende ed abiti, tutti decorati di preziosi ricami, ed erano talvolta catturate dal nemico e inviate presso palazzi e corti principesche.
Di mano in mano da madre a figlia questo pizzo si è arricchito e complicato secondo la capacità e la fantasia delle sue creatrici rimanendo comunque sempre fedele ai motivi base oltre che racchiuso in un'industria tipicamente familiare, esempio della tenace pazienza e dell'abilità delle donne. Essendo un'arte non industrializzabile sono sempre più rare le persone che lo praticano.

"LA SAGGEZZA DEGLI ANZIANI",
abbiamo deciso di riscoprire l'antica arte dei nodi:
il MACRAME'
MACRAME’- LA STORIA
Il macramé è un’arte molto antica; spaghi, comuni
cordicelle, filo sottile di cotone, lino, seta e l’abilità delle mani per
avvolgere, intrecciare e annodare è quanto occorre per realizzare meravigliosi
lavori con questa tecnica.
Nato dalla necessità di annodare tra loro spaghi e corde, i
suoi nodi hanno avuto anche una funzione simbolica.
Provengono dall’America precolombiana i quipu inca, fasci di cordicelle di vari colori e combinazioni di nodi impiegati per la contabilità e dal Perù un frammento tessile simile ad un pizzo.
Provengono dall’America precolombiana i quipu inca, fasci di cordicelle di vari colori e combinazioni di nodi impiegati per la contabilità e dal Perù un frammento tessile simile ad un pizzo.
Dall’Africa e dall’Oceania provengono maschere realizzate con parti in fibre
annodate e particolari scolpiti in legno.

Il nome macramè deriva secondo alcuni dalla fusione delle
parole "mahrana" frangia e "rame" nodo.
Altri ritengono che derivi dalla parola araba mahramatun fazzoletto) o da migramah (frangia per
guarnizione), da cui vengono anche i
termini turchi-ottomani mahrama e makrama
(asciugamano o fazzoletto da capo con decorazione ricamata o tessuta).Agli arabi dobbiamo probabilmente anche la sua diffusione, in paesi come la Spagna dei Mori e la Sicilia, o in quelle città come Genova, che ebbero con essi scambi commerciali e contatti durati vari secoli.
Si racconta che le ricamatrici turche erano molto apprezzate nelle corti europee. Esse seguivano l’esercito ottomano nei suoi spostamenti prendendosi cura di bandiere, stendardi, gualdrappe, tende ed abiti, tutti decorati di preziosi ricami, ed erano talvolta catturate dal nemico e inviate presso palazzi e corti principesche.
Questa spettacolare lavorazione artigianale giunge in Italia
intorno al 1400, ma restano dei dubbi sulle modalità. Per alcuni è stato
portato dai marinai imbarcati sui velieri che durante le lunghe traversate
passavano le forzate ore di ozio mettendo in pratica questa tecnica imparata in
Arabia. E in effetti chi più di un marinaio ha dimestichezza con i nodi?
Un'altra teoria vede nei crociati di ritorno dalla Terra Santa gli importatori
del macramè attraverso oggetti di ricordo o di razzia confezionati con questa
tecnica che in seguito le donne avrebbero ricopiato.
Al di là di come sia giunto fino a noi, resta il fatto che
una volta passato dalle mani maschili a quelle femminili questa tecnica è stata
raffinata e complicata, usando fili sempre più sottili fino a diventare una
trina preziosa realizzando ornamenti per
asciugamani, lenzuola, tovaglie ecc. tanto preziosi che andavano a far parte
dei corredi da sposa e degli arredi ecclesiastici.
La Liguria rimane ancora oggi la zona di produzione
specializzata per il macramè (Chiavari e dintorni).
Qui il macramé è diventato “arte popolare”, ancora oggi
eseguito da singole merlettaie per impreziosire la biancheria di lusso
destinata ad una ristretta committenza locale, orgogliosa delle proprie
tradizioni.Di mano in mano da madre a figlia questo pizzo si è arricchito e complicato secondo la capacità e la fantasia delle sue creatrici rimanendo comunque sempre fedele ai motivi base oltre che racchiuso in un'industria tipicamente familiare, esempio della tenace pazienza e dell'abilità delle donne. Essendo un'arte non industrializzabile sono sempre più rare le persone che lo praticano.

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